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MessaggioInviato: 24 feb 2009, 13:14 
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:) Grazie Bea



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MessaggioInviato: 25 feb 2009, 21:57 
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lo tento un'altra volta ad alto settecento metri, discendendo in verticale, il becco in giù e le ali totalmente stese ei stabili dal momento in che è passato i settanta chilometri per ora. Ebbe bisogno di un sforzo tremendo, ma ci riuscì. In dieci secondi, volò come un bagliore che supera i cento trenta chilometri per ora. Jonathan aveva trovato un marchio mondiale della velocità per gabbiani!

Ma la vittoria durò un poco. Nell'istante in che cominciò a lasciare il tuffo, nell'istante in che cambiò l'angolo delle sue ali, si gettò nello stesso terribile e scontrolato disastro di prima, e, a cento trenta chilometri per ora, la conseguenza era come un'esplosione di dinamite. Il Gabbiano Jonathan se disintegrò contro un mare duro come un mattone.

Già fu passato la sera, quando recuperò il senso,e si trovò alla luce della luna stando a galla nell'oceano. Le loro ali disordinate sembrarono lingotti di piombo, ma il fallimento lo pesò anche più sulla schiena. Debolmente desiderò che il peso era abbastanza per trascinarlo al fondo, e così finire con tutto.



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MessaggioInviato: 25 feb 2009, 22:04 
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poco a poco crollava , ma una voce cavo e strana risonò in suo interno. Non c'è non forma di evitarlo. Io sono gabbiano. Io sono limitato dalla natura. Se fosse destinato a volare a grande velocità, avrei per cervello una busta per navigare. Se fosse destinado a volare ad alta velocità, avrei le ali corte di un falco, e mangerei topi invece di pesce. Mio padre aveva ragione. Io devo dimenticare questa sciocchezza. Io devo volare a casa, al gregge ed essere felice di essere come me sono : una persona povera e un gabbiano limitato.

La voce stava scomparendo e Jonathan si sommesse. Durante la notte, il luogo per un gabbiano è la spiaggia e, da quel momento, si promesse di essere un gabbiano normale. Così ognuno si sentirebbe più felice.

Stancato si sale delle acque scure e volò verso terra, grato di quello che aveva imparato su come volare ad altezza bassa col più piccolo sforzo.



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MessaggioInviato: 25 feb 2009, 22:06 
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una riflessione che mi viene a mente dopo di leggere questo . Forse se si è come gli altri vogliono che si sia, tutti saranno piu felici. E uno? mah...ci si lotta, ci si lotta, fino a quando arriva la sconfitta..perciò si è come gli altri vogliono e basta, sicuramente si risparmiarà salute



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MessaggioInviato: 25 feb 2009, 22:10 
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La luna ed il centellare di luci nell'acqua, tracciando
percorsi luminosi nell'oscurità...



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MessaggioInviato: 26 feb 2009, 04:57 
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:) (f) !!!
Che bello iniziare la giornata con la tua lettura! -bu2



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MessaggioInviato: 26 feb 2009, 21:50 
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grazie cara Bea :) (f) (f)



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MessaggioInviato: 26 feb 2009, 22:03 
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-Ma no - pensò -. Io già ho finito con questa personalità, io ho finito con tutto quello che ho imparato. Io sono un gabbiano come quasiasi altro gabbiano, ed io volerò così.

Quindi ascese dolorosamente a trenta metri e starnazzò con più forza lottando per arrivare alla riva.

Si trtovò meglio con la sua decisione di essere come qualcun altro del gregge. Non ci sarebbe ora niente che l'allacciara alla forza che l' impulsava per imparare, non ci sarebbe più sfida nessun più fallimenti. Lui trovò grato fermare di pensare, e volare, nell'oscurità, verso le luci della spiaggia.

L'oscurità!, esclamò, allarmato, la voce cavo. I gabbiani non volano mai nell'oscurità!
Jonathan non si trovava vigile per ascoltare. È grato tutto questo, pensò. La Luna e lo scintillio di luci nell'acqua, tracciando percorsi luminosi nell'oscurità, e tutto così pacato e sereno...

Discenda! I gabbiani non volano mai nell'oscurità! Se Lei avesse sopportato volare nell'oscurità, Lei avrebbe gli occhi di gufo! Lei avrebbe per cervello una lettera da navigare Lei avrebbe le ali corte di un falco!

Là, nella notte, ad alto trenta metri che il Gabbiano Jonathan ha lampeggiato. I suoi dolori, le sue decisioni svanirono.

Ali brevi! Le ali corte di un falco!

Questa è la soluzione! Quanto fatuo sono stato ! Io non ho bisogno di più che un'ala molto piccola, io non ho bisogno più che di curvare la parte più grande delle mie ali e volare solamente con gli estremi i! Ali brevi!



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MessaggioInviato: 26 feb 2009, 22:20 
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Ascese a settecento metri sul mare nero, e senza pensare per un momento nel fallimento o nella morte,incollo fortemente le parte del ala prossima al suo corpo, lasciò solamente le fini acute estremi come pugnali al vento, cadde in tuffo verticale.

Il vento frustò la testa con un muggito mostruoso. Cento chilometri per ora, cento trenta, cento ottanta ed anche più veloce. La tensione delle ali a duecento chilometri per ora non era adesso tanto grande come prima a cento, e con un minimo movimento degli estremi delle ali gradualmente allentò il tuffo e fu sparato sulle onde, come una pallottola grigia di canyon sotto la Luna.

Chiuse a metà i suoi occhi contro il vento fino a che sitrasformarono in due piccole linee, ed era felice. A duecento chilometri per ora! E sotto controllo ! Se provo da milli metri invece di cinquecento, a quanto arriverò...?
Dimenticò le recenti decisioni di un momento fa, afferrate da quel grande vento. Comunque, non si sentì colpevole quando rompendo le promesse che lui aveva fatto a se stesso. Tali promesse esistono solamente per i gabbiani che accettano la cosa media. Uno che ha sentito la perfezione nel suo imparare non ha bisogno di quella classe di promesse.

All'alba, il Gabbiano Jonathanl stava praticando di nuovo. Da due mille metri le barche di pescatori erano punti sull'acqua piatta e blu, il Gregge del Cibo una nube debole di macchioline insignificanti in circolazione.

Era vivo, e tremò leggermente della gioia, orgoglioso che la lsua paura era sotto controllo adesso. Senza cerimonie, si restrinse poi, le ali, estese le fini corte ed angolari, e sii gettò direttamente verso il mare.



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MessaggioInviato: 04 mar 2009, 19:21 
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quando si cambia per fare felice agli altri, magari si pensasse pure cosa fa felice a noi stessi, e magari ci sentissimo capaci di credere che la nostra felicità è pure importante, che i nostri bisogni sono importanti, poi, se ci rinunciamo consapevolmente ad essi, bene per noi...



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Ultima modifica di azzurrarondine il 04 mar 2009, 19:38, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 04 mar 2009, 19:36 
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Quando passando i due mille metri, realizzò la massima velocità , il vento era un solido ed ansimante muro contro di che non poteva avanzare con più velocità. Ora volò diritto in giù a trecento venti chilometri per ora. Ingoiò saliva, capendo che sarebbe stato fatto pezzi se le loro ali finissero per essere spiegate a quella velocità, e si sarebbe rotto in un milione particelle di gabbiano. Ma la velocità era potere, e la velocità era la gioia, e la velocità era la bellezza pura.

La sua uscita cominciò dal tuffo a trecento metri, le estremi delle ali battute e confuse in quel vento gigantesco, ed in quella strada, la nave e la moltitudine di gabbiani si sfuocavano e crebbero con la velocità di un cometa.

Non potrebbe fermarsi; ancora non seppe come girare a quella velocità.

Una collisione sarebbe la morte istantanea.

Quindi chiuse gli occhi.

Accadde poi che quella mattina, dopo l'alba, il Gabbiano Jonathan usci direttamente volando tra il gregge del cibo, a una velocità di trecento diciotto chilometri per ora, gli occhi chiusi e tra un ruggito di vento e penne. Il Gabbiano della Provvidenza li sorrise per questa volta, e nessuno morì.

Quando finalmente puntò il suo becco verso il cielo blu, cantarellò anche a duecento quaranta chilometri per ora. Quando riducendo a trenta e stendendo le ali un altra volta, la barca era una briciola nel mare, mille metri sotto.



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MessaggioInviato: 04 mar 2009, 19:51 
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Solamente pensava nella vittoria, La velocità massima! Un gabbiano a trecento venti chilometri per ora! Era una scoperta, il più grande e singolare momento nella storia del Gregge, ed in quel momento un tempo nuovo si aprì per il Gabbiano Jonathanl. Volò fino a la sua area solitaria di pratica, e curvando le sue ali per un tuffo da tre mille metri, cominciò a lavorare presto per scoprire il modo di girare.

Comprese che al muovere una sola penna del estremo della sua ala una frazione di centimetro, provocava una curva molle ed estensa a una velocità tremenda. Prima di averelo imparato, comunque vide che quando muoveva più di una penna a quella velocità, girava come una pallottola di fucile. Ed fu Jonathan il il primo gabbiano di questo mondo nell fare acrobazie aeree .

Non perse tempo quel giorno nel parlare con gli altri gabbiani, ma piuttosto continuò volando fino a dopo del tramonto del sole. scopri il riccio, l'equilibrio lento, l'equilibrio in punta il trapano investito, il mezzo riccio inverso



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MessaggioInviato: 04 mar 2009, 19:55 
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Chi è più responsabile di un gabbiano che ha trovato e perseguita un significato, un senso più alto per la vita?



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-gir Buona serata Giovanna!!
Leggo... (f) .. ti leggo.
-bu2



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