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MessaggioInviato: 22 feb 2009, 20:31 
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Piu che niente nel mondo, Jonathan Livingstone amava volare



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MessaggioInviato: 22 feb 2009, 20:50 
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Albeggiava ed Il sole nuovo dipinse di oro le onde di un mare calmo. Ua barca di pescatori schizzò circa ad un chilometro della costa quando, improvvisamente, lacerò l'aria il gridare di voce al gregge del cibo ed una moltitudine di milli gabbiani si accalcò tondo per disputare e lottare per ogni piccolo pezzo di cibo. Cominciò un altro giorno dell'attività.

Ma lontano via e solitario, oltre barche e spiagge, Jonathan Livingstone, il gabbiano sta praticando. Ad alto trenta metri, abbassò i suoi piedi palmati, elevò il becco e feci un sforzo di mantenere nelle loro ali quella posizione dolorosa e difficile per realizzare un volo comodo. Ridusse la loro velocità finché il vento non era più che un bisbiglio nella sua faccia, finché l'oceano sembrò fermare sotto là. Chiuse a metà gli occhi in concentrazione feroce, contenne l'alito, costrinse quella torsione un... solamente... centimetro... più... firme le loro penne, ma si bloccò e cadde.

I gabbiani, come si sa bene, non si sono bloccati mai, loro non si fermano mai. Fermarsi in mezzo al volo è per loro la vergogna, ed è il disonore.

Ma il Il Gabbiano Jonathan, senza essere imbarazzato e estendendo un'altra volta le sue ali in quel tremito e torsione ardua - fermandosi, fermandosi e bloccandosi di nuovo -, non era un gabbiano chiunque.




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MessaggioInviato: 22 feb 2009, 23:26 
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MessaggioInviato: 24 feb 2009, 00:19 
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La maggior parte dei gabbiani non sono infastiditi nell'imparare le norme di volo più elementari: come andare e ritornare tra spiaggia e cibo. Per la maggior parte dei gabbiani, è non volare quello che desidera, ma mangiare. Per questo gabbiano, comunque non era mangiare quello che lui desiderava, ma volare. Più di qualsiasi cosa nel mondo, il Gabbiano Jonathan amava volare.

Questo modo di pensare, scoprì, non è il modo con quale diviene popolare fra gli altri uccelli. Fino a che i loro genitori furono delusi quando vederono Jonathan pasarsi giorni interi, solo, facendo cento di scivole a bassa altezza, esperimentando

Non capiva perché, per esempio, quando volava sull'acqua ad altezze inferiori alla spanna di ali , poteva stare nell'aria più tempo, con meno sforzo; e le sue scivole non finìvano col normale buttarsi nel acqua, quando le sue zampe toccavano il mare, ma piuttosto lasciava indietro una scia piana e lunga quando sfiorava la superficie con le sue zampe piegate contro il suo corpo, in espressione aerodinamica. Ma quando cominciando i suoi sbarchi con le raccolse di zampe - che poi revisionava un passo alla volta sulla spiaggia - che i loro genitori furono scoraggiati anche più.

-Perché, Jonathan , perché? - sua madre chiese -. Perché trovi così difficile essere come il resto del gregge, Jonathan ? Perché non lasci i voli livellatori ai pellicani e agli uccelli marini? Perché non mangi? Figlio, non sei piu che ossi e penne!



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MessaggioInviato: 24 feb 2009, 01:15 
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-Io non desidero essere osso e penne, mamma. Io cerco solamente di sapere quello che io posso fare e non nell'aria e come . Nulla altro. Solamente desidero saperlo.

-Guarda Jonathan - disse suo padre, con certa amorevolezza -. L'inverno è vicino. Ci saranno poche barche , ed i pesci di superficie saranno andati via alle profondità. Se vuoi studiare, studia sul cibo e come trovarlo. Questo del volo è molto bello, ma non puoi mangiare un scivolio, sai? Non dimenticare che la ragione di volare è il cibo.

Jonathan disse si obbedientemente. Durante i giorni successivi, tentò di comportarsi come gli altri gabbiani; lo tentò realmente, tremolando e colpendosi col gregge vicino la banchina e le barche, buttandosi su un pezzo di pane e di qualche pesce. Ma non ci riuscì.

È del tutto inutile, pensò, ed intenzionalmente permise di cadere un'acciuga difficilmente discussa ad un vecchio ed affamato gabbiano che l'ha intrapreso. Potrebbe stare usando tutto questo tempo nell'imparare come volare. C'era tanto da imparare!!!!




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MessaggioInviato: 24 feb 2009, 01:19 
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Non passò molto tempo senza che Il Gabbiano Jonathan andasse via da solo di nuovo verso alta mare ,affamato, felice, imparando



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Il tema era la velocità, ed in una settimana di pratiche aveva imparato più sulla velocità che il più veloce dei gabbiani.

Ad un'altezza di trecento metri, starnazzando con tutte le sue forze , entró in un tuffo improvviso e fiammeggiante verso le onde, e imparò perché i gabbiani non fanno tuffi improvvisi e fiammeggianti. In sei secondi volò solamente a cento chilometri per ora, velocita' alla che l'ala alzata comincia a cedere.



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MessaggioInviato: 24 feb 2009, 01:29 
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Possiamo alzarci sulla nostra ignoranza
, possiamo scoprirci come criature di perfezione



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Come poco a poco crollava, una voce cavo e strana risonò in suo interna.
Non c'è modo di evitarlo. Io sono gabbiano. Io sono limitato da natura.
Se fosse destinato per imparare tanto sul vuolo , avrei per cerbello buste per navigare.



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Una volta dopo altra successe la stessa cosa. Nonostante tutta la sua cura, lavorando al massimo della sua abilità perse il controllo alla velocità alta



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che bello il gattino dell'avatar!!



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MessaggioInviato: 24 feb 2009, 13:12 
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Ascese a trecento metri. Prima con tutte le sue forze su, inclinandosi poi, fino a che riusciva a fare un tuffo verticale. Poi, ogni volta che cercava di avere mantenuta alzata al massimo la sua alai sinistra, ruotò violentemente verso quel lato, e quando trattava di alzare l'ala destra di destra per essere bilanciato, i entravo, come un raggio, in un trapano incontrollato.

Doveva essere molto più accurato quando alzava quell'ala. Dieci volte lo tentai, e le dieci volte, quando cadendo a più di cento chilometri per ora, finì in un mucchio di penne incontrollate, abattendosi contro l'acqua

Bagnato . finalmente pensò che la chiave dovrebbe essere mantenere le ali ferme alla velocità alta; starnazzare, si disse fino a settanta per ora, e poi lasciare ferme le ali.




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