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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 13:05 
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Iscritto il: 05 gen 2009, 16:38
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Mi piacerebbe farvi conoscere il libro anche se piccolo, del Piccolo Principe di Saint Exupery. Ho incominciato sui racconti, ma non so se lo leggerete.
Voi ditemi dove è meglio postarlo, anche se farò un capitolo per giorno, a volte è una sola pagina o due come massimo.
Mi piacerebbe sapere se è anche di vostro interesse. A me piace tantissimo questo libretto. Sembra tanto semplice e invece è tanto profondo nelle sue cose semplici,

Ma ditemi voi.



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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 13:15 
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Iscritto il: 23 mag 2007, 19:36
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Io lo leggerei. Però in tutta sincerità dico anche che non so se lo leggerò tutto, quanti lo leggeranno e quanti commenteranno e cosa.
Se devi solo copiare ed incollare bene :) se devi digitare a mano -s forse è uno sforzo notevole.
Postalo pure in bacheca poesie-racconti :) se vuoi


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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 15:14 
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Iscritto il: 08 giu 2007, 01:13
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è uno dei miei preferiti....... Mettilo , lo leggero' con piacere -gir



Enza


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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 15:44 
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Iscritto il: 05 gen 2009, 16:38
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Lo metterò su "Generale" così chi vuo lo vede.
Beh, non c'e bisogno di fare commenti, lo dicevo solo perche non si pensasse che lo scrivevo e non si poteva fare dei commenti.

Gia ho incominciato su racconti, ma proverò dopo , quando ho un altra volta oggi, un pochino di tempo, di incominciare qui.

Hai visto Enza che bellezza? un abraccio.

Losti' è un piccolo libro, ed è semplice pure, o ti sei scordato cos'e la simplicità?, -prr



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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 16:32 
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Iscritto il: 23 mag 2007, 19:36
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Località: Milano
si mettilo su Generale cosi è piu visibile.
Cosa è la semplicità ? non me ne sono scordato -s è questo mondo che mi crea tante situazioni difficili ecco -bu2
vado a fare la spesa :) altrimenti sale il freddo :)


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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 18:19 
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Iscritto il: 19 lug 2007, 17:22
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Cosa è la semplicità ? non me ne sono scordato è questo mondo che mi crea tante situazioni difficili ecco

Trovo la frase troppo forte e vera -sisi
-gir


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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 19:58 
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Incomincio con la Biografia di Antoine di Saint Exupery

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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 20:26 
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Saint-Exupéry : il mestiere di eroe
.
Il 29 giugno del 1900 , a Lione , Antoine nasce da una famiglia aristocratica : suo padre Jean era ispettore delle assicurazioni e sua madre Marie (1875-1972) , pittrice di talento.
Orfano di padre a soli quattro anni, fu amorevolmente cresciuto dalla madre che si sposta quindi a Le Mans , nel 1909.


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MessaggioInviato: 19 gen 2009, 21:16 
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Ebbe un'infanzia molto felice, forse un po' troppo viziata, nella grande dimora di Saint Maurice de Rémens , di stile classico al centro di un parco di abeti e tigli : un piccolo principe, appunto.
Antoine, tra i suoi compagni di giochi, era il piu' fantasioso, prepotente, avventuroso.

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.
Un punto decisivo nella sua vita fu nel 1921 quando parte per il servizio militare e viene mandato a Strasburgo per diventare pilota .
Il 9 Luglio del 1921 egli fece il suo primo volo solitario a bordo di un Sopwith F-CTEE.

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Ottiene la licenza di pilota nel 1922 , e torna quindi a Parigi dove inizia a scrivere.
Ma sono anni sfortunati. Fa diversi lavori , inclusi il contabile ed il venditore di auto.

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Nel 1928 diventa direttore del remoto campo di Cap Juby vicino a Rio de Oro , Sahara .
Nel 1929 Saint-Exupéry si trasferisce in Sud America per trasportare la posta attraverso le Ande.

.
E' il famoso periodo dell' Aeropostale.
I suoi incidenti in volo divennero proverbiali : quello piu' clamoroso avvenne nel 1938 durante un tentativo di stabilire il record di volo New York-Terra del Fuoco.
Dopo l'invasione della Francia nella seconda guerra mondiale Saint-Exupéry entra nell' aviazione militare , e compie diverse missioni di guerra, nonostante sia considerato inabile al volo a causa dei troppi malanni. Viene comunque insignito della Croce di Guerra .

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Fu battezzato "l'eroe romantico", un uomo lontano, sfumato, quasi irreale, sia per la sua vita avventurosa che la sua morte, avvenuta in circostanze misteriose all'eta' di 44 anni.

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Lightning P 38


Il 31 luglio 1944, infatti, parti' per la nona ed ultima missione, con l'obiettivo di sorvolare la regione di Grenoble-Annecy.
Non torno' piu', fu dato per disperso e non se ne seppe piu' nulla.
Tra le varie ipotesi formulate, la piu' suggestiva dice che sarebbe precipitato in mare a causa di un guasto al motore mentre cercava di sfuggire al fuoco della contraerea tedesca, dopo essersi allontanato dalla rotta prestabilita per dare una nostalgica occhiata ai luoghi della sua adorata infanzia.



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MessaggioInviato: 20 gen 2009, 12:26 
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"a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano piu'"...


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MessaggioInviato: 20 gen 2009, 12:30 
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Il Piccolo Principe

I


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Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno.
Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.
Eccovi la copia del disegno.
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla.
Dopo di che non riescono piu’ a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”.
Meditai a lungo sulle avventure della jungla.
E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno.
Il mio disegno numero uno. Era cosi’:

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MessaggioInviato: 20 gen 2009, 12:32 
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Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava.
Ma mi risposero: “ Spaventare? Perche’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” .
Il mio disegno non era il disegno di un cappello.
Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.
Affinche’ vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa.
Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.
Il mio disegno numero due si presentava cosi’:

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MessaggioInviato: 20 gen 2009, 12:38 
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Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.
Fu cosi’ che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.
Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disarmato.
I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.
Allora scelsi un’altra professione e imparai a pilotare gli aeroplani.
Ho volato un po’ sopra tutto il mondo: e veramente la geografia mi e’ stata molto utile.
A colpo d’occhio posso distinguere la Cina dall’Arizona, e se uno si perde nella notte, questa sapienza e’ di grande aiuto.

Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi.
Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino.
Ma l’opinione che avevo di loro non e’ molto migliorata.
Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato.
Cercavo di capire cosi’ se era veramente una persona comprensiva.
Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: “E’ un cappello”.
E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle.
Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte.
E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile.



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MessaggioInviato: 21 gen 2009, 20:59 
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II



Cosi’ ho trascorso la mia vita solo, senza nessuno cui poter parlare, fino a sei anni fa quando ebbi un incidente col mio aeroplano, nel deserto del Sahara. Qualche cosa si era rotta nel motore, e siccome non avevo con me ne’ un meccanico, ne’ dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto.
Era una questione di vita o di morte, perche’ avevo acqua da bere soltanto per una settimana.
La prima notte, dormii sulla sabbia, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana. Ero piu’ isolato che un marinaio abbandonato in mezzo all’oceano, su una zattera, dopo un naufragio.
Potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all’alba da una strana vocetta: “Mi disegni, per favore, una pecora?”
“Cosa?”
“Disegnami una pecora”.
Balzai in piedi come fossi stato colpito da un fulmine.
Mi strofinai gli occhi piu’ volte guardandomi attentamente intorno.
E vidi una straordinaria personcina che mi stava esaminando con grande serieta’.


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Qui potete vedere il miglior ritratto che riuscii a fare di lui, piu’ tardi.
Ma il mio disegno e’ molto meno affascinante del modello.
La colpa non e’ mia, pero’. Con lo scoraggiamento che hanno dato i grandi, quando avevo sei anni, alla mia carriera di pittore, non ho mai imparato a disegnare altro che serpenti boa dal di fuori o serpenti boa dal di dentro.
Ora guardavo fisso l’improvvisa apparizione con gli occhi fuori dall’orbita per lo stupore.
Dovete pensare che mi trovavo a mille miglia da una qualsiasi regione abitata, eppure il mio ometto non sembrava smarrito in mezzo alle sabbie, ne' tramortito per la fatica, o per la fame, o per la sete, o per la paura.
Niente di lui mi dava l’impressione di un bambino sperduto nel deserto, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana.
Quando finalmente potei parlare gli domandai: “Ma che cosa fai qui?”
Con tutta risposta, egli ripete’ lentamente come si trattasse di cosa di molta importanza:
“Per piacere, disegnami una pecora…”
Quando un mistero e’ cosi’ sovraccarico, non si osa disubbidire.
Per assurdo che mi sembrasse, a mille miglia da ogni abitazione umana, e in pericolo di morte, tirai fuori dalla tasca un foglietto di carta e la penna stilografica.
Ma poi ricordai che i miei studi si erano concentrati sulla geografia, sulla storia, sull’aritmetica e sulla grammatica e gli dissi, un po’ di malumore, che non sapevo disegnare. Mi rispose:
“Non importa. Disegnami una pecora…”
Non avevo mai disegnato una pecora e allora feci per lui uno di quei disegni che avevo fatto tante volte: quello del boa dal di dentro; e fui sorpreso di sentirmi rispondere:
“No, no, no! Non voglio l’elefante dentro il boa. Il boa e’ molto pericoloso e l’elefante molto ingombrante. Dove vivo io tutto e’ molto piccolo. Ho bisogno di una pecora: disegnami una pecora”.
Feci il disegno.

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Lo guardo’ attentamente, e poi disse: “No! Questa pecora e’ malaticcia. Fammene un’altra”.
Feci un altro disegno.

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Il mio amico mi sorrise gentilmente, con indulgenza.
“Lo puoi vedere da te”, disse, “che questa non e’ una pecora.
E’ un ariete. Ha le corna”.
Rifeci il disegno una terza volta, ma fu rifiutato come i precedenti.

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Questa e’ troppo vecchia. Voglio una pecora che possa vivere a lungo”.

Questa volta la mia pazienza era esaurita, avevo fretta di rimettere a posto il mio motore. Buttai giu’ un quarto disegno.
E tirai fuori questa spiegazione:
“Questa e’ soltanto la sua cassetta. La pecora che volevi sta dentro”.

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Fui molto sorpreso di vedere il viso del mio piccolo giudice illuminarsi. “Questo e’ proprio quello che volevo.
Pensi che questa pecora dovra’ avere una gran quantita’ d’erba?”
“Perche’?”
“Perche’ dove vivo io, tutto e’ molto piccolo…”
“Ci sara’ certamente abbastanza erba per lei, e’ molto piccola la pecora che ti ho data”.
Si chino’ sul disegno:
“Non cosi’ piccola che – oh, guarda! – si e’ messa a dormire…”
E fu cosi’ che feci la conoscenza del piccolo principe.



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Ultima modifica di BetaAntares il 22 gen 2009, 07:44, modificato 1 volta in totale.
Corretta immagine che non si vedeva


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MessaggioInviato: 22 gen 2009, 00:24 
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(f)



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