In Presolana l' orotorio aveva affittato una baita e l'aveva trasformata in un posto ove i vari gruppi potessero trascorrere delle settimane in ritiro.
Il ritiro consisteva nel fare qualche gitarella, tempo permettendo, (e quando c'ero io non ha quasi mai permesso), e nel giocare a vari giochi di società tipo Spazzola (una variante di bandiera nel quale il concorrente che non prende il fazzoletto ha la possibiltà di placcare l'avversario).
Alla sera c'era invece un piccola messa, che stranamente mi piaceva, perchè era molto raccolta.
Io ci sono stato una volta sola e ricordo i pascoli ricoperti dalla nebbia mattutina nei quali echeggiava il suono dei campanacci delle mucche.
E' stata anche la mia prima esperienza di vacanza senza i miei genitori.
Ricordo anche i letti a castello e il crepitio della stufa, fuori faceva freddo, e il bagno era uno sgabuzzino all'esterno, ovviamente senza riscaldamento, che ho avuto modo di collaudare perchè mi è persino venuto il mal di pancia.
Ho fatto anche delle fotografie, le mie prime fotografie: la baita, la scaletta tramite cui vi si accedeva, l' antenna televisiva sul tetto, il camino, e il sentierino fangoso che dalla baita portava al gabinetto.
Il tutto, senza un solo raggio di sole, e senza inquadrare anima viva, tanto che mio padre, viste le foto, mi chiese se per caso fossi stato solo in quella baita.
