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 Oggetto del messaggio: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 07 mar 2009, 01:32 
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Iscritto il: 08 giu 2007, 01:13
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Storia vera

Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poichè era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro.
Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia.
Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare.
Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.
Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento.
Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari.
Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.
Questa è una storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone.
La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?".

Ecco una domanda su cui riflettere: Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo
suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?.
Non è l'ora o la fretta, ma secondo me è il contesto in cui si svolge l'azione, che fa la differenza, è l'abito che
fa il monaco purtroppo, e questa storia lo dimostra.



Enza


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 Oggetto del messaggio: Re: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 07 mar 2009, 01:56 
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Iscritto il: 23 mag 2007, 19:36
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Perchè hai staccato la parte rossa dal resto ? -)
L'avevo sentita, una storia simile.

Però l'abito che-se fa il monaco è un discorso diverso dal riconoscere la bellezza. cosi come viene per me impropriamente formata la domanda.
La bellezza non ha a parer mio limiti definiti.A meno che non sia qualcosa di molto soggettivo confondibile col piacere, ad esempio un cappello esposto in negozio o appoggiato insieme ad altro ciarpame, se piace piace. la bellezza premesso che anche questa non è oggettiva, non si puo far piacere la canzone 'imagine' a chi non piace, comprende l'oggetto principale e gli insiemi immediatamente circostanti (una canzone ha il silenzio come co-partecipe, un contesto scenografico, ha la capacità emozionale dell'individuo, uno strumento adeguato ed un autore).
Uffa ancora Stasi -s
che palle
parentesi.
E poi questo esperimento non dice nulla : cosa voleva dimostrare ? se voleva dimostrare se fosse riconosciuta la melodia bene, è stata apprezzata e delle persone hanno dato dei soldini.
Non si puo certo pretendere che le tutte le persone conoscano e la melodia e l'autore.
Boh


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 Oggetto del messaggio: Re: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 07 mar 2009, 03:01 
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Iscritto il: 08 giu 2007, 01:13
Messaggi: 3738
Località: Bergamo
Perchè hai staccato la parte rossa dal resto ?


Si stacca il racconto , dalla riflessione, con colori o grafie diverse, per aiutare
nella lettura di un testo, per stuzzicare l'attenzione sulla riflessione ed indurre
il lettore a dire la sua, a rispondere..... si aiuta così ad incrementare le risposte in un forum
perchè è chiaro e lampante che la notizia l'ho letta e non l'ho di sicuro scritta io, visto che è quello
che hai preferito sottolineare con la tua domanda -nart



Enza


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 Oggetto del messaggio: Re: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 07 mar 2009, 12:43 
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Iscritto il: 19 lug 2007, 17:22
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Località: Roma
E' vero che ogni cosa ha il suo momento.
Come è vero che l'abito fa il monaco. In proposito mi ricorda un film " una poltrona per due " dove due fratelli fanno una scommessa facendo diventare un grande della borsa un mendicante e viceversa con il loro miglior agente.
ciao Enza -gir


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 Oggetto del messaggio: Re: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 07 mar 2009, 20:56 
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Iscritto il: 04 gen 2009, 00:30
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io credo che l'abito faccia il monaco alla prima impressione
ma poi, alla distanza, se non sei un vero monaco si vede


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 Oggetto del messaggio: Re: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 08 mar 2009, 11:20 
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Iscritto il: 19 lug 2007, 17:22
Messaggi: 1995
Località: Roma
Smile (f) non lo so sai. Potenzialmente possiamo fare tutti quello che fanno gli altri, basta avere l'abito giusto.
-gir


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 Oggetto del messaggio: Re: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 08 mar 2009, 11:41 
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Iscritto il: 16 lug 2007, 23:25
Messaggi: 280
Località: provincia Varese
Premesso che non è bello ciò che è bello ma ciò che piace....
indipendentemente dall'abito...
credo che questo esperimento... abbia scelto un contesto
metropolitano... molto discutibile.
Forse se lo proponevano una domenica in un parco...
gli estimatori si sarebbero fermati più volentieri....



Immagine
Tutto quello che siamo è il risultato di quello che pensiamo....


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 Oggetto del messaggio: Re: L'abito che fa il monaco?
MessaggioInviato: 08 mar 2009, 12:25 
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Iscritto il: 04 gen 2009, 00:30
Messaggi: 571
BelAmi ha scritto:
Smile (f) non lo so sai. Potenzialmente possiamo fare tutti quello che fanno gli altri, basta avere l'abito giusto.
-gir



forse...
ma è quel semplice avverbio "potenzialmente" che basta a non farmi indossare abiti che non sono miei

almeno nelle cose che vivo con intensità e partecipazione
Ben diverso è il discorso dei ruoli...
quelli sono quasi obbligati...
ma una volta terminati, mi spoglio sempre con un senso di ..liberazione

-gir


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