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 Oggetto del messaggio: Eutanasia
MessaggioInviato: 06 nov 2007, 19:22 
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Iscritto il: 19 lug 2007, 17:22
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Argomento a dir poco scottante essendoci in mezzo l'anima

Vi dico, fino a poco tempo fa, essendo religioso, non la prendevo neanche in considerazione una cosa del genere, adesso diventato piu grande e visto delle sofferenze, chiedevo a me stesso, perchè far soffrire cosi una persona, sapendo, che ha pochi giorni di vita.
Credo pure però, che la nostra Religione, nella persona del Papa, faccia bene a mettere un veto di staccare la spina, daltronde quella persona ancora vive.

Ho questo dilemma, non saprei cosa fare, non vorrei lavarmi le mani come già fece qualcuno, rimango nel mio dubbio


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 Oggetto del messaggio: Re: Eutanasia
MessaggioInviato: 06 nov 2007, 22:34 
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Iscritto il: 23 mag 2007, 19:36
Messaggi: 7839
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E' un pò che non vedo Giorgia in giro, chissà come sta
Le sarebbe interessato molto il tema
Che coinvolge anche me, sono intervenuto però al momento per mettere un piccolo segnale che ci sono e risponderò. Sono in una posizione anomala da un pò di tempo e mi riposo un poco
A ben ritornare. Ciao -)



Un diamante è per un anno , un Lostino è per sempre ! "Volito vivos per ora virum"
" Rossi come il sangue sono i monti e le terre della Birmania"


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 Oggetto del messaggio: Re: Eutanasia
MessaggioInviato: 07 nov 2007, 01:12 
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Iscritto il: 08 giu 2007, 01:13
Messaggi: 3738
Località: Bergamo
E' un argomento che mi tocca molto da vicino, perchè l'ho vissuto.
E' straziante vedere i propri cari soffrire, è disumano vedere il corpo consumarsi dalla sofferenza, senza nessuna speranza, senza nessuna possibilità di ripresa, o di ripresa di una vita da potersi chiamare tale.

Non temo cio' che la vita mi destinerà in genere, non temo la morte, ma ho il terrore della sofferenza per la malattia. Perchè ti toglie tutto, anche la dignità dell'essere umano, e non voglio che nessuna macchina possa continuare a vivere per me, voglio che se non ci sono speranze, il mio corpo si spenga da sè.

Ma tutte queste sono solo parole... parole... e teoria.. ora che si è lontani dall'incubo malattia, quando invece si è chiamati a decidere, allora tutto cambia.

Avevo 19 anni, e mio padre dopo 2 anni di teribile malattia, in sala di terapia intensiva da tutto quel lungo tempo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, attaccato ad un respiratore artificiale, la sua luce stava arrivando alla fine, sempre lucidissimo ma minato dalla sofferenza, il medico dell'ospedale (era al civico di Brescia) chiese a noi familiari se volevamo mettere fine a questa agonia che sarebbe durata ancora per settimana, ma senza speranza. La mamma, il fratello, decisero che avrei dovuto decidere io, perchè ero quella che non riusciva a staccarsi un solo minuto da quella stanza.
Ci pensai una notte intera, e poi decisi, non potevo staccare, egoisticamente volevo ancora parlare con lui, vedermi nei suoi occhi. Dopo 2 settimane fu la fine, e mi resi conto che ero stata una perfetta egoista, avevo ancora una volta pensato a me, e non a lui che aveva sofferto inutilmente .

Bisogna trovarsi davanti a queste scelte, solo allora puoi dire si o no all'eutanasia.



Enza


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 Oggetto del messaggio: Re: Eutanasia
MessaggioInviato: 07 nov 2007, 08:04 
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Iscritto il: 24 mag 2007, 07:18
Messaggi: 1737
Località: Milano
Anch'io ho vissuto la cosa in prima persona, alla morte di mio padre.

Morì in casa, assistito da me e mio fratello e dai dottori ed infermieri di una associazione ONLUS che si occupa dell'assistenza domiciliare ai malati terminali.

Quando non gli rimanevano che pochi giorni di vita, consumato dal tumore ai polmoni a 79 anni, mi supplicò di porre fine alla sua esistenza.

Io non me la sono sentita, perchè mi sembrava, in quel momento, una cosa molto innaturale, non me la sentivo, non potevo prendirmi una simile responsabilità, sentivo che gli rimaneva ancora pochissimo da vivere, inoltre, a causa della morfina che assumeva, non era per niente lucido nelle sue richieste.

Successivamente, per un errore di valutazione di un infermiere, mio malgrado e del tutto involontariamente, finii io stesso per praticargli una iniezione fatale.

Morì il giorno dopo, a cusa dell'abbassamento di pressione causato dal sovradosaggio di un farmaco.
Se non fosse successo avrebbe ancora patito atroci sofferenze per alcuni giorni, dopo di che sarebbe comunque deceduto.

Così il destino volle che la sua richiesta venisse accolta, senza bisogno che fossi io, coscientemente, a porre in atto la cosa.


Comunque credo, in linea di principio, che sia la decisione di porre termine anticipatatamente alla propria vita, che quella di porre termine, dietro sua richiesta, alla vita di un altra persona, siano scelte personali, da prendere secondo coscienza, direttamente dalle persone interessate, scelte che non dovrebbero essere condizionate nè dallo stato nè da altri poteri (religiosi).

In poche parole credo che debba essere garantita alle persone sia la libertà di poter vivere secondo i propri principi, sia quella di poter morire secondo tali principi.
E che anche debba esservi completa libertà di coscienza (con possibilità di obiezione di coscienza) per le persone che dovrebbero assisterli nella realizzazione dei loro propositi.



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 Oggetto del messaggio: Re: Eutanasia
MessaggioInviato: 07 nov 2007, 08:57 
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Iscritto il: 19 lug 2007, 17:22
Messaggi: 1995
Località: Roma
Un'abbraccio Enza,un'abbraccio Sergio.

Certo è molto dura decidere per l'interessato, che in quel momento forse, non sa neanche cosa succede.
Vuoi per tutto il bene che hai per lui non daresti mai il benestare sapendo di non rivederlo piu, come Enza ha spiegato.
Questa riflessione dell'eutanasia, l'ho perchè non mi lascia piu un certo pensiero su mio Padre, morto 3 anni fa.
Diciamo che essendomici trovato per la prima volta al capezzale di un malato giorno e notte, ho avuto la fortuna di non capire bene quello che in tre giorni e tre notti stava succedendo, allora pensando che era il suo bene seguitavo a non dargli l'acqua che mi chiedeva, i medici non volevano, ogni volta rimetteva qualsiasi cosa ingerisse, ma ho davanti purtroppo sempre le sue richieste che io non non soddisfacevo. Lo facevo per il suo bene, vedendo in lui tanta sofferenza, oggi mi do un po di colpa per la sua sofferenza.


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