Gli occhi sorridono.
Gli occhi tirano sassi.
Gli occhi ti penetrano.
Gli occhi ti assaporano.
Gli occhi ti baciano.
Parlano gli occhi.
Parlano più delle parole stesse. Parlano come un fiume in piena... come un'onda senza sosta... come l'oceano senza pace... come fuoco che arde.
Tramontano gli occhi.
Quando sono stanchi. Si nascondono dietro le palpebre e cominciano il loro viaggio.
Sognano gli occhi.
E noi li lasciamo sognare. E seguiamo i loro volteggi... il loro instancabile peregrinare... i loro leggeri voli senza ali e senza reti.
Albeggiano gli occhi.
E si fanno stropicciare dalle nostre mani. Soffrono la luce improvvisa, ma quando si sono abituati cominciano a dare mostra di sé... delle loro espressioni che spesso ci sorprendono e che ci fanno sognare.
Odiano gli occhi. Lo sanno fare più dei nostri cuori. E quando lo fanno nulla puoi fare per nascondere il loro sentimento. Nulla.
Amano gli occhi. Lo fanno con passione e sincerità. E tu resti senza parole di fronte alla loro capacità di dare.
Ma sono gli occhi dei bambini che io amo.
Quelli che hanno il sapore dell'innocenza... l'odore della scoperta... il gusto della fame di futuro.
Ma non tutti gli occhi dei bambini conoscono i sensi della bramosia di vita.
Occhi che non sorridono.
Occhi che non anelano.
Occhi che tramontano, ma che non riescono a riposare.
Occhi che sognano... sognano una vita che si possa chiamare vita.
Occhi che albeggiano, ma che non vedono una luce da seguire.
Occhi che non odiano... perchè non ne hanno la forza.
Occhi che non amano... perchè amare richiede serenità.
Sono occhi che aspettano altri occhi... che vorrebbero solo mangiare e bere... che non vedono più in là delle loro mani tese a chiedere aiuto.
Sono occhi che esprimono sofferenza. Che causano dolore. Che lasciano basiti. Sono occhi fragili con le lacrime asciutte ferme sull'orlo delle ciglia.
Sono occhi disperati, come mai gli occhi di un bimbo dovrebbero essere.
MAI(da un servizio Rai, in Africa)