tg1-tg2-tg3-tg5-studio aperto-tg4 e meglio non citarlo
skay tg 24-
tante volte viene in mente questa domanda, non soltanto con riferimento al tg, ma in generale con riferimento alla comunicazione in ogni sua forma e livello.
Talvolta anche nella comunicazione dialogica verbale l'espressione delle opinioni è strumentale rispetto al conseguimento dell'obbiettivo che si intende raggiungere. Il che espande le ombre sulle espressioni delle idee personali specie di quelle poste in tono dialettico e di contrapposizione.
E' chiaro però che nell'ambito della comunicazione mediatica di massa questo tipo di preoccupazione trova la sua piena manifestazione.
Secondo me la maggiore "neutralità" possibile è quella che sottopone le informazioni ad un processo di carattere democratico e politico.IN questo senso difendo il servizio pubblico anche se mi rendo conto della necessità di ammodernare il sistema decisionale della Rai, il suo assetto proprietario, e la rappresentanza politica in RAi. Non che la Rai o il servizio pubblico siano in grado da soli di garantire il pluralismo ( inteso come neutralità tendenziale) ma almeno si avvicinano ad una idea di democrazia e libertà nella informazione.
Ma le imprese private di comunicazione, i mass media monopolistici, non si pongono neanche l'obbietivo del pluralismo e della rappresentanza democratica delle informazioni. Essi hanno altri obbiettivi. Obbiettivi di carattere aziendale. E questi non sempre coincidono con la rappresentatività democratica. Il processo democratico costa all'impresa.
Per tali ragioni ho votato tg1 ( in modo simbolico a indicare il servizio pubblico) pur auspicando un processo di riforma della Rai, ed essendo contestualmente favorevole ad una crescita delle imprese private ( non assistite) poichè anche questo aiuta il pluralismo come sintesi della neutralità concretizzabile
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