Sono stato studente fino a ieri, in pratica e posso dire che ogni anno (più o meno) cambiano i libri di testo.

Come ha scritto Barbara

, non cambiano interi capitoli o il libro in toto, ma solo una "virgola" magari... però gli insegnanti (specie alla scuola dell'obbligo) gradiscono, per non dire
obbligano, ad avere l'ultima edizione del loro libro: perchè si segue meglio, perchè così non ci si sbaglia con gli esercizi dati o le pagine da studiare.
Per questo motivo è difficile poter vendere il proprio libro o darlo magari ad un ragazzino più piccolo perchè possa utilizzarlo nella medesima scuola gli anni a venire. Differiscono i testi, a parità di scuola e di classe, da sezione a sezione poichè ci sono insegnanti diversi (che diverse case editrici sovvenzionano o perchè hanno magari collaborato al testo).
In pochissime occasioni ho acquistato/venduto un libro usato, per via dei motivi suddetti.
All'università il discorso cambia, nel senso che tantissimi studenti mettono a disposizione il loro libro poichè altri ne usufruiscano, magari copiandolo in digitale o facendone copie cartacee divise in capitoli.

E' chiaro che il professore che scrive un libro e lo rinnova, anno per anno vuole o per meglio dire vorrebbe l'edizione nuova del proprio libro...

ma a differenza dei livelli scolastici precedenti, non passa di banco in banco a vedere se ognuno ha il suo bel libro... la cosa da verificare è che non si siano aggiunti capitoli legati magari a studi del professore stesso che, anno per anno probabilmente punterà sulle innovazioni da lui aggiunte (specie se è un professore "dinamico" o giovane, soprattutto dentro), per altri ed in generale comunque non ci sono problemi.
Per fortuna c'era chi faceva dispense e le pubblicava on-line, in versione pdf per rendere possibile a tutti averle e seguire... ed era su quelle, o comunque su poche altre cose, che si svolgevano gli esami.
Diciamo che ho più risparmiato all'Università che non alla scuola dell'obbligo, ovviamente parlo in termini di testi scolastici e parlo, nel mio caso, di una Laurea Triennale all'Università di Bologna.
Non parliamo poi della cancelleria... ho utilizzato vecchi quaderni, ovviamente non scritti, ed i raccoglitori che già avevo. Le penne non costano così tanto, per scrivere ho preso pacchi di fogli a buchi alla Coop (le confezioni enormi) oppure avevo fogli da stampante (rigorosamente economici e riciclati). Tanto "scanner" per mantenerli in digitale così da non dovermi portare dietro faldoni interi di roba e poter aiutare gli altri.
Studiare costa sempre...
Un saluto
