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Qui la natura è protetta!
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella.
Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneità del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lasciò Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula. E quanto altro potrete trovare in una terra ancora tutta da scoprire.




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VELIA

Parco archeologico ed Antiquarium di Velia

Storia della città
Velia è il nome che i romani diedero alla colonia greca di Elea, fondata intorno al 540 a.C. dai profughi di Focea, città greca dell’Asia Minore, caduta sotto il dominio persiano, a opera di Ciro.

L’area in cui sorse la città è caratterizzata da un promontorio che in antico si protendeva sul mare, dove sono state individuate le prime tracce dell’età del bronzo. Qui, in età storica, si ebbe il primo insediamento greco-coloniale, poi la città si estese verso il basso e furono creati i quartieri di abitazione sia sul versante settentrionale, sia su quello meridionale.

Pochi decenni dopo la fondazione, la città ebbe tra i suoi cittadini più illustri i filosofi Parmenide e Zenone, cui si attribuisce la costituzione di una scuola di pensiero nota in tutto il mondo greco occidentale e lo sviluppo delle scienze mediche e matematiche. I due filosofi dotarono la città di “buone leggi” grazie alle quali gli Eleati riuscirono a contrastare gli attacchi della vicina Poseidonia.

La città combatté anche contro i Lucani, genti italiche che alla fine del V sec. a.C. estesero la loro dominazione a tutta la Magna Grecia. Nel 389 a.C. entrò a far parte della lega italiota. Come Paestum, fu alleata di Roma, cui fornì navi nelle guerre contro Annibale. Divenuta municipio romano nell’88 a.C., Velia e il suo territorio sono in età romana rinomati per la dolcezza del clima. Le iscrizioni di età romana testimoniano che in quest’epoca la lingua usata prevalentemente era ancora quella greca.

Un duro colpo all’economia della città venne, oltre che dal mutato quadro politico, dall’insabbiamento dei due porti della città: vennero meno così le attività marinare su cui si era basata l’economia di Velia. Nel Medioevo la popolazione abbandonò la parte bassa della città, arroccandosi sul promontorio dell’Acropoli.








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Ultima modifica di azzurrarondine il 11 mag 2009, 13:42, modificato 1 volta in totale.

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PAESTUM

Preistoria

La "Piana di Paestum"- così viene per tradizione chiamata l'estensione pianeggiante dai piedi della collina di Capaccio al mare – era abitata già nella preistoria: da scavi condotti nel 1907 nelle vicinanze della c.d. Basilica, abbiamo testimonianze di insediamenti risalenti al Paleolitico superiore; nel 1960 uno stanziamento di età neolitica fu scoperto nei pressi del c.d. tempio di Cerere.
Questo dimostra che l'area su cui sorse la città greca fu abitata fin dai tempi più remoti.

Al periodo Eneolitico, la prima fase dell'età dei metalli, risalgono testimonianze dell'arrivo massiccio sul territorio di nuove genti, forse provenienti dal Mediterraneo orientale: dalla località in cui è stata scoperta una loro necropoli. A circa 1,5 km. a nord della cinta muraria, l'insediamento di queste genti nella piana di Paestum è conosciuto nel mondo scientifico con il nome di Cultura del Gaudo.



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MessaggioInviato: 11 mag 2009, 13:46 
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La città greca

È ragionevole pensare che verso la fine del VII secolo a.C., quando i coloni greci si affacciarono per la prima volta sulla piana, esistevano ancora nuclei di abitanti locali che, evidentemente, non seppero opporsi all'arrivo dei nuovi arrivati.

Verso il 600 a.C., infatti, greci provenienti dalla colonia achea di Sibari, forti forse di precedenti frequentazioni e cognizioni sulla pianura, dopo essersi assicurati un avamposto fortificato in vicinanza del mare - questo ci racconta Strabone, geografo dell'età augustea e nostra principale fonte letteraria sull'argomento - vi fondarono una città che chiamarono Poseidonia - anzi Poseidania, in dialetto dorico, e come polis Poseidania è attestata su una tavoletta di bronzo rinvenuta ad Olimpia e databile verso il 510 a.C.
Nell'ambito degli studiosi è però ancora accesa la discussione critica sulle circostanze storiche intorno alle origini della città.

Ad esempio: come mai i fondatori scelsero il nome di Poseidonia in onore del dio del mare, mentre la divinità protettrice della città è invece indiscutibilmente Hera, la madre degli dei, sorella-sposa di Zeus? Proprio in onore di Hera e contemporaneamente alla fondazione della città, i Poseidoniati edificarono un santuario, l'Heraion, circa nove chilometri più a nord , sulla riva sinistra del fiume Sele e non lontano dalla sua foce.
Qui i Greci trovarono un facile punto di approdo, al riparo delle correnti perché protetto, allora, da dune costiere; un luogo ricco di acque e di vegetazione sul bordo di una palude, ideale per essere eletto a locus sacer ; un ottimo avamposto difensivo sul fiume che costituiva linea di confine con il territorio etrusco al di là del fiume.

Poseidonia era difesa da mura poderose - le più imponenti e meglio conservate dell'antichità - man mano rafforzate, con quattro porte ai punti cardinali.
La città, grazie alla felice posizione geografica aperta alle vie di traffico, ai corsi d'acqua ed alla fertilità del suolo, divenne in breve tempo una delle più importanti città della Magna Grecia raggiungendo un notevole grado di ricchezza e di conseguente fervore artistico e culturale.

Già nella seconda metà del VI sec. a.C. vengono tracciate le strade, edificati due templi - la c.d. Basilica verso il 530 a.C., il c.d. tempio c.d. di Cerere verso il 500 a.C. - sorgono i primi monumenti pubblici nell'agorà; in questo periodo comincia anche la coniazione di monete su cui è effigiato Poseidone.
Nel corso del V secolo vengono eretti il tempio c.d. di Nettuno e l'ekklesiastérion che, per la loro importanza monumentale e politica, fanno pensare a cospicui cambiamenti nelle istituzioni della città.
Nel 468 a.C., durante la 78^ Olimpiade, un atleta di Poseidonia, di nome Parmenide, vince la gara dello stadio.




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Paestum lucana

La magnificenza di questa colonia suscitò ben presto le mire di conquista dei Lucani, popolazione italica di stirpe sannitica, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom.
I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale dei greci, continuarono a lungo le attività civili e militari. Testimonianza del livello di fusione fra i due popoli sono le numerose tombe dipinte dalle quali è possibile trarre molte informazioni sugli aspetti sociali e di costume della città in questo periodo.
Intorno al 335 a.C. la città fu occupata per breve tempo dal Alessandro il Molosso, zio di Alessandro Magno, venuto in Italia su richiesta di Taranto per combattere contro le popolazioni italiche.





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Iscritto il: 23 mag 2007, 19:36
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Località: Milano
Cita:
caduta sotto il dominio persiano, a opera di Ciro.

Ricorderò sempre la prima frase del libro di storia di 3^ superiore, anche perchè fui rimandato e lo studia ben bene.
Nel 539 Ciro il Grande, re dei persiani... e cosi cominciava il libro :)



Un diamante è per un anno , un Lostino è per sempre ! "Volito vivos per ora virum"
" Rossi come il sangue sono i monti e le terre della Birmania"


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